Africa: il continente del futuro. Opportunità di sviluppo per l’Europa e per l’Italia

di Trinità Dei Monti - 10 maggio 2017
Africa: il continente del futuro. Opportunità di sviluppo per l’Europa e per l’Italia  

Africa: il continente del futuro. Opportunità di sviluppo per l’Europa e per l’Italia. Il Processo di Internazionalizzazione delle imprese.
Il 4 maggio all’Hotel Il Palazzetto di Trinità dei Monti si è dibattuto sulle opportunità di sviluppo nel continente africano.
L’alta adesione dei partecipanti conferma l’interesse sempre crescente alle importanti iniziative che il Think Tank Trinità dei Monti porta avanti.
Gli illustri ospiti hanno parlato degli sviluppi futuri aprendo nuovi e inesplorati scenari.
Si sono succeduti al tavolo dei relatori:
Domenico Fanizza, direttamente da Washington D.C.; già Direttore Aggiunto al Fondo Monetario Internazionale; e ora Direttore Esecutivo per l’Italia, i Paesi bassi e il Regno Unito della Banca di Sviluppo Africana.
Fabio Marazzi, Fondatore e Managing Partner della Marazzi & Associati con esperienza pluridecennale nell’internazionalizzazione del business
Riccardo Maria Monti, già Presidente dell’ICE – Istituto nazionale per il Commercio Estero e ora Presidente di Italferr SpA.

Riportiamo in via di sintesi alcuni degli aspetti emersi nella serata:

–  L’Africa è passata in una decina di anni dall’essere un paese senza speranza, a rappresentare una grande risorsa per il futuro, uno dei continenti in maggiore crescita al mondo.
–  I progressi del continente sono legati alla crescita dell’economia, ma anche allo sviluppo umano.
–  Fattore di sviluppo degli ultimi anni è stata la crescita dei prezzi delle materie prime e in particolare del petrolio. Tuttavia il forte calo dei costi che ha caratterizzato gli ultimi due anni ha mostrato che il continente africano è spaccato in due: alcuni paesi hanno approfittato del “dividendo” della materie prime per investire e creare un sistema produttivo diversificato, altri non sono stati così lungimiranti. Negli ultimi due anni i primi hanno mantenuto buoni tassi di crescita nonostante il calo dei prezzi delle materie prime, i secondi hanno subìto gravi crisi.
– Esiste una grande opportunità in Africa che è data dalla crescita della popolazione e dalla forte componente dei giovani. Se i paesi africani, con il sostegno dei paesi avanzati, riusciranno ad offrire a queste nuove generazioni una buona educazione, il loro doppio ruolo di futuri consumatori e lavoratori potrà essere prezioso per contrastare l’invecchiamento della popolazione.  Alcuni mercati legati alle nuove tecnologie in Africa hanno molto successo, si pensi ai pagamenti elettronici e al mobile banking.

INVESTIRE

– Investire in Africa può rappresentare un’ottima opportunità, tuttavia l‘Italia ha perso il primo treno della corsa ai primi investimenti (rispetto a Francia, Inghilterra, Germania, oltre alle dinamiche più imperialiste e aggressive di Cina e USA).
L’investitore italiano in Africa è ben visto per motivi storici e culturali; tuttavia le aziende private risentono della mancanza di una strategia comune, della scarsa capacità di cooperazione tra istituzioni e privati, della dispersione di risorse senza una strategia ben determinata. Bisognerebbe concentrare gli sforzi in alcuni paesi, quelli che maggiormente possono essere interessati ai nostri prodotti. Le ridotte dimensioni delle aziende private italiane costituiscono un grosso limite allo sviluppo. 
– Si parla di Africa, ma in realtà ci sono paesi molto diversi gli uni dagli altri. Esistono 3 centri di produzione che gravitano intorno a Sudafrica, Kenya e Nigeria, essi sono molto diversi. Coesistono sistemi legali molto diversi, di common law, civil law e leggi mussulmane, spesso molto penalizzanti per gli investitori stranieri “infedeli”.
– Alcuni indicatori economici sono molto positivi, ma altri mostrano spazio per ulteriori miglioramenti. La povertà è stata abbattuta in ampia misura, il reddito medio aumentato, ma la distribuzione del reddito, seppure migliorata, solo in pochi casi ha permesso la formazione di una classe media che possa recepire i prodotti italiani. Allo stesso tempo la corruzione rimane diffusa e la fragilità politica rimane un problema molto grave.

Alcuni momenti