Il back to work del nostro Think Tank Trinità dei Monti

di Trinità Dei Monti - 1 Ottobre 2019

Roma, Italia

Il back to work del nostro Think Tank Trinità dei Monti

Siamo tornati!

Anche se, in realtà, non ce ne siamo mai andati, costretti come tutti, in qualunque parte della terra fossimo, a seguire con cupa preoccupazione, spettacoli estivi e stravolgimenti istituzionali offerti dal nostro Paese a tutto il mondo.

Per la prima volta nella nostra storia repubblicana, politici, giornalisti, analisti, stakeholders istituzionali di vario titolo e livello, si sono trovati costretti ad  assistere, commentare, analizzare un gioco al massacro, drammatico – come peraltro lo è da tempo – per la tenuta della nostra economia, le prospettive di sviluppo delle nostre imprese, ma soprattutto per la devastazione, già in essere, del nostro pensiero, cultura e comportamento.

Roma, durante la canicola agostana, è diventata l’arena di scontro tra due forze opposte: quelle sovraniste e quelle europeiste

Un conflitto, nel quale le prime hanno tentato la scalata al comando, invocando “pieni poteri” e le altre gli si sono opposte, forzando tutte le narrazioni fino a quel momento esternate, per raggiungere l’obiettivo di una coalizione di lunga gittata, con la quale tornare a governare.

Siamo rientrati dalle vacanze e abbiamo trovato un Paese nel quale l’europeismo si stava riorganizzando con l’obiettivo di esporre un’Italia non più in “calzoncini corti e pancia di fuori”, ma in grado di parlare lo stesso linguaggio dei colleghi europei e manifestare lo stesso loro rispetto per le istituzioni e regole comunitarie, costruite anche da noi, in quanto PADRI FONDATORI dell’Europa.

Decisioni cruciali

Parte d’Italia sembrava quasi aver tirato un sospiro di sollievo per il risultato di corto termine che il mese di agosto le stava regalando, un’Italia con un governo che fosse in grado di prendere le decisioni cruciali per il nostro futuro: contro l’aumento dell’IVA, a favore dell’abbassamento delle tasse, il rilancio del comparto industriale e una gestione delle politiche dell’immigrazione. Quelle stesse decisioni trasformate, negli ultimi 14 mesi, in “armi di distrazione di massa”, in “oppio dei popoli”, in “cavallo di Troia” per entrare dritto dritto nella pancia del popolo, rilanciando paure, fomentando violenza e divisione, già comunque  malcelate dai rappresentanti mainstream nella precedente legislatura, sotto il cappello delle riforme e del politically correct.

Back to work

Nel momento in cui tutta Italia viveva il suo “back to work”, quello che era percepibile, quasi palpabile nell’aria, era una sorta di ok, ce la stiamo forse facendo a non cadere in un caos istituzionale, avendo un Presidente del Consiglio, in ogni caso apprezzato pur nelle sue forti contraddizioni, nominando in Europa una persona moderata e comunque ampiamente stimata, costruendo un programma di governo comune – al posto di un contratto – assegnando al Viminale un Ministro dell’Interno competente, e soprattutto no-social (chissà che non si uniscano a lei altri rappresentanti politico-istituzionali).

Tutto questo, costruito con un enorme dispendio di tempo e di energie, pur nelle mille contraddizioni e con la contrapposizione da parte delle forze sovraniste.

Ed invece no, ci voleva un altro scossone

I personalismi, il piacere dovuto all’esercizio del potere sono ancora lì. Nessuna speranza di nemesi. Una parte del PD, come quasi per un destino biologico iscritto nel DNA, si spacca ancora e fonda una nuova forza politica, che assicura sì, a parole, la tenuta di questo governo, ma che di fatto si candida a diventare in prospettiva un ago della bilancia in grado di far cadere forze politiche o determinare orizzonti.
Cristiana Montani Natalucci

Direttore Responsabile
Think Tank Trinità dei Monti

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