Dalla parte di quelli che amano la libertà e la serietà

di Cristiana Montani Natalucci - 30 Settembre 2020

 from Rome, Italy

   DOI: 10.48256/TDM2012_00139

“Anche noi italiani amiamo la libertà ma abbiamo a cuore anche la serietà”. E’ questa l’affermazione del Presidente Mattarella che sintetizza l’atteggiamento del popolo italiano di fronte alla pandemia. E poi … “L’Italia è stato il primo Paese occidentale ad essere stato pesantemente colpito da Covid-19. Il governo e la comunità, a tutti i livelli, hanno reagito con forza e hanno ribaltato la traiettoria dell’epidemia con una serie di misure basate sulla scienza”. Questo, il commento dell’ONU alla gestione italiana della pandemia.

 

Almeno nelle parole, almeno nella considerazione a livello internazionale, un cambiamento di paradigma per noi italiani.

 

E poi i 208 miliardi di Recovery Fund, tutti per noi, portati a casa, dopo un estenuante braccio di ferro con i paesi cosiddetti “frugali”. E ancora, l’estate 2020. L’estate delle vacanze “nostrane”, nella quale il virus ha rialzato le proprie curve di contagio, in modo davvero preoccupante, nel mondo e in quasi tutti i paesi europei.

Quasi. In Italia, infatti, come ha ben affermato, Massimo Galli “il lockdown per come lo abbiamo vissuto e sofferto, più rigoroso che altrove, ha limitato la circolazione del virus in alcune parti di Italia. Parecchie regioni non hanno avuto nuovi casi per un determinato lasso di tempo. Quell’ intervento radicale ci ha dato una sorta di onda lunga di protezione, ma l’equilibrio è fragile”. E ancora, sembra che il vaccino italiano, stando alle dichiarazioni del Presidente dell’Irbm di Pomezia, entro l’anno sia possibile in 2 milioni di dosi.

 

E’ questa la nostra rappresentazione all’esterno.

Ben diverso, invece, è il modo nel quale ci viviamo e ci rappresentiamo internamente come comunità.

Un sentire diviso, oltre a numerosi errori : l’apertura delle discoteche in estate, l’appuntamento mancato con la scuola che, anche se ogni anno non si è mai arrivati puntuali, è pur vero che quest’anno sarebbe stato fondamentale arrivare preparati con linee guida più stringenti e il roster degli insegnanti chiuso.

 

Ma è anche un dato oggettivo che i nostri contagi, ad oggi, stiano crescendo meno che negli altri paesi.

 

Nonostante il caos, la paura e il senso di incertezza che le famiglie italiane stanno vivendo, possiamo/dobbiamo utilizzare questa situazione, ed in parte lo abbiamo già fatto, per sparigliare la vecchia Italia ed l’obsoleto-corrotto-becero modo di essere italiani.

 

Possiamo cogliere questa situazione, per cambiare in meglio, per attivare modalità di rapporto positive, costruttive, per ripristinare il nostro senso di comunità, il nostro “genius loci”.

 

Siamo tutti all’inizio di un nuovo “anno scolastico”.

Per parte nostra, il think tank Trinità dei Monti e la redazione sono cresciuti, arricchiti di nuovi giovani talenti, così come le nostre attività.

Ce la mettiamo tutta per far parte della “comunità operosa” che lavora per il bene comune, che dialoga con tutti, che abbatte muri e costruisce ponti.

Perchè crediamo fortemente che questa sia l’occasione per diventare tutti migliori.

 

Cristiana Montani Natalucci

Direttore Responsabile della Newsletter
Think Tank Trinità dei Monti

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Nota della redazione del Think Tank Trinità dei Monti

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