EASTMED: Il Mediterraneo può cambiare le carte sul tavolo energetico

di Francesco Generoso - 12 Febbraio 2019

Napoli, Italia

EASTMED: Il Mediterraneo può cambiare le carte sul tavolo energetico

I nuovi progetti nell’EASTMED tra provocazioni turche e la diplomazia del gas russa

Il Mediterraneo orientale: una risorsa fondamentale per l’Europa

Il Mediterraneo orientale rappresenta attualmente una delle aree di maggiore interesse geopolitico sia per la sua posizione geografica, sia per le sue risorse energetiche. A dirci dell’importanza dell’area dal punto di vista energetico è lo United States Geological Survey (USGS). Nel 2010, l’istituto arrivò a stimare risorse di gas nell’EASTMED tali da soddisfare il fabbisogno europeo per un periodo di circa 35 anni.

Secondo le stime dell’USGS, i bacini dell’EASTMED sarebbero in grado di garantire un apporto di gas di 15 volte superiore il volume che l’Azerbaijan dovrebbe garantire all’UE tramite il TAP (Schenk, 2010). Queste riserve sono localizzate nelle Zone Economiche Esclusive di Israele, Egitto, Grecia, Libano, Siria e Cipro.

Le riserve di gas nell’EASTMED

Il consumo di gas dell’Unione europea nel 2017 è stato di 491 miliardi di mc, un livello che non si vedeva dal 2010. Il consumo inoltre è in aumento del 6% rispetto al 2016. La produzione interna è scesa del 3% a 128 miliardi di mc, mentre l’import è aumentato del 10% a 360 miliardi di mc, con un costo di 75 miliardi di euro per i contribuenti europei (ANSA, 2018).  Di questi 360 miliardi di mc, il 38.5% proviene dalla Russia. Nel primo semestre del 2018 questa percentuale è addirittura aumentata al 40.6% (Eurostat, 2019).

Con la produzione che continua a calare, il bisogno di gas dei paesi dell’Unione dovrà essere sempre più soddisfatto dalle importazioni. Ciò aumenterebbe necessariamente la fragilità europea sia dal punto di vista economico/industriale, sia per quanto riguarda la sicurezza energetica. Unendo le potenzialità del Mediterraneo orientale con le capacità di export di gas liquefatto (LNG) da parte di USA e altri, si potrebbe sostituire la scarsità di risorse europea.

Così facendo, l’Unione europea eviterebbe il monopolio delle forniture da parte della Russia, che fa del gas una vera e propria arma politica. Si dirige in tal senso il finanziamento da parte dell’Unione europea verso le risorse del Mediterraneo, sostenendo progetti come TAP (De Carbonnel, 2018) (European Commission, 2019), Eastmed (The Times of Israel, 2018) (European Commission, 2019),  e Poseidon (European Commission, 2019), confermandoli come Progetti di Comune Interesse (PCI).

L’UE e LNG bunkering

Ad essi vanno aggiunti anche i progetti cofinanziati da Bruxelles per quanto riguarda la rete di stazioni di LNG bunkering in diversi porti europei, come il Poseidon Med II (European Commission, 2019)  e GAINN4MID in Italia (European Commission, 2019). La tecnica di LNG bunkering, che permette il rifornimento di navi, assume aspetti di rilievo per i porti europei, anche dal punto di vista dell’attrattività. Ricordo che il Mediterraneo è ancora oggi una fondamentale area per i traffici fra Asia ed Europa.

Non bastano però gli investimenti in corso, seppur considerevoli, per garantire la stabilità energetica europea. Le cifre per la costruzione e manutenzione di strutture fisse e mobili dovrebbero raggiungere il centinaio di miliardi. Somme davvero ingenti, che al momento l’Europa non sembra essere in grado di garantire. A queste si uniscono anche altri fattori che minano la stabilità energetica dell’Europa dalle fonti mediterranee: la già citata Russia e la Turchia.

Ankara su Grecia e ZEE

Secondo la Convenzione sul Diritto del Mare delle Nazioni Unite (UNCLOS), una Zona Economica Esclusiva (ZEE) è quell’area di mare che, raggiungendo la distanza di 200 miglia dalla costa, consente agli Stati rivieraschi una serie di vantaggi come la gestione delle risorse energetiche e ittiche. Sempre l’UNCLOS afferma che le ZEE tra Stati con coste adiacenti debbano essere realizzate in modo equo attraverso accordi fra le parti; inoltre, l’UNCLOS consente a ogni Stato possessore di ZEE l’utilizzo della forza per proteggere i propri diritti nella zona. Tutto ciò non è riconosciuto dalla Turchia che non ha mai adottato la Convenzione.

Il motivo è presto detto: il regime dell’UNCLOS renderebbe la ZEE turca minuscola nel Mar Egeo (solamente il 7,5% del mare). Inoltre, non permetterebbe alla Turchia di gestire importanti risorse marittime localizzate attorno a Cipro, nella ZEE dell’Egitto e nelle acque che circondano Creta. Per capire la posizione turca riguardo l’UNCLOS basta osservare il caso dell’isola greca di Kastellorizo. L’isola dista solamente 5 miglia dalla costa meridionale turca e grazie a quest’ultima alla Grecia viene attribuita un’area di circa 100.000 km2, tagliando nettamente la ZEE turca. Utilizzando invece il sistema della linea mediana (oggi utilizzabile, secondo l’UNCLOS, solamente per le acque territoriali), la Turchia acquisterebbe completamente l’area greca a sud della penisola anatolica, nonché una parte di ZEE cipriota.

Cipro al centro

Seguendo questa linea politica, la Turchia continua a contestare la ZEE greca. Sono numerose le azioni di Ankara: dalla provocazione militare fino all’esplorazione da parte di navi della società petrolifera nazionale turca (TPAO). Alla ZEE di Atene si aggiunge quella di Nicosia, con le pretese da parte del non riconosciuto Stato di Cipro del Nord (considerato dai più uno stato fantoccio di Ankara) di una propria ZEE, con Ankara che in più di un’occasione ha accusato le società occidentali di non avere il permesso di esplorare i blocchi in quell’area: emblematico il caso della nave italiana Saipem 12000, fermata nel febbraio 2018 dalla marina militare turca durante l’esplorazione di un blocco all’interno della ZEE cipriota (Giliberto, 2018).

Il coinvolgimento di Egitto e Israele

Nel 2018 la Turchia ha ampliato il fronte coinvolgendo anche Egitto e Israele. L’accordo raggiunto tra Grecia, Cipro ed Egitto per la definizione delle proprie ZEE e il riconoscimento da parte di Israele delle ZEE greca e cipriota per il passaggio dei gasdotti dal giacimento Leviathan,  sono segnali ritenuti inaccettabili da Ankara, con i media turchi che hanno parlato di uno “strangolamento” da parte di Grecia ed Egitto (Kokkinidis, 2018). La reazione turca non si è fermata però ai media, con anche esponenti del governo, dal Ministro degli Esteri Çavu?o?lu (Cyprus Mail, 2018)  al Presidente Erdo?an, che hanno ribadito la volontà turca di non consentire alcuna attività che possa impensierire gli interessi di Ankara.

Il punto più alto lo ha però raggiunto il Ministro della Difesa turco Akar che, in una trasmissione televisiva dell’agenzia di stampa governativa Anadolu, mostra una cartina raffigurante le pretese turche nella ZEE greca (il caso della precedentemente citata isola di Kastellorizo) e di Cipro del Nord, ufficializzando quindi l’agenda politica di Ankara nell’EASTMED (Gettyimages, 2018). Le rivendicazioni turche arrivano a toccare anche Egitto e Israele, che non hanno problemi a mostrare i muscoli: sia l’Ambasciatore egiziano che quello israeliano a Cipro hanno infatti difeso l’isola dalle mire turche, minacciando l’uso della forza militare da parte di Egitto e Israele se le rivendicazioni di Ankara diverranno realtà (Daily Sabah, 2018).

La “diplomazia del gas” russa

La Turchia non è la sola potenza destabilizzatrice nel Mediterraneo orientale: la Russia sta ampliando la sua influenza in tutto il Medio Oriente. Il gas dell’EASTMED rappresenta un concorrente pericoloso per il gas russo verso l’Europa. Questo potrebbe rendere gli europei meno influenzabili dalla “diplomazia del gas” russa. Ritardare o annullare questi progetti nell’area sono gli obbiettivi di Mosca e, per raggiungere il traguardo, la Russia sta contribuendo a un clima di instabilità.

L’imponente presenza aeronavale di Mosca nel Mediterraneo orientale dal 2015, anno di inizio delle operazioni russe in Siria, e le conseguenti esercitazioni (Ensor, Livtinova, 2018), hanno interessato moltissime aree di interesse energetico; ricordiamo che secondo l’UNCLOS sono consentite le esercitazioni navali di paesi terzi, a patto che il passaggio risulti inoffensivo nel mare territoriale. La presenza russa è inoltre irrobustita dall’esistenza della base navale di Tartus  in Siria.

Mosca è presente anche in Libia, in particolare nella Cirenaica: diversi report hanno infatti segnalato la presenza della famosa quanto discussa società di contractor Wagner che, come accaduto anche in altri paesi, opera nell’area con l’assenso delle autorità locali, in particolare del Generale Khalifa Haftar (Goble, 2018). Da aggiungersi inoltre l’influenza russa nei Balcani, sollevata a più riprese da numerosi esponenti governativi di quei paesi. C’è poi l’alleanza con l’Iran, il quale ha espanso la propria influenza in Medio Oriente per creare il famoso “corridoio sciita”.

Il futuro prossimo è il gas

Il gas sta aumentando la propria importanza a livello geopolitico. L’Unione europea deve soddisfare i propri bisogni energetici dalle importazioni, non avendo giacimenti tali da coprire la domanda interna, e alcuni rapporti ne risentono.

Ne è un esempio quanto sta accadendo per il gasdotto Nord Stream 2, il raddoppio del già esistente Nord Stream che collega Vyborg, in Russia, con Greifswald, in Germania, che sta innescando le critiche dei paesi dell’est Europa (preoccupati dalla possibilità di perdere il ruolo di “corridoio” energetico dalla Russia verso l’Europa occidentale e, quindi, di vedersi ridurre le forniture di gas che attraversano i loro territori) e degli Stati Uniti, che in più di un’occasione hanno chiesto al governo federale tedesco di interrompere l’ampliamento del gasdotto (Bellomo, 2018). I paesi dell’Unione dovranno quindi trovare una soluzione all’annoso problema delle forniture energetiche, dovendosi districare tra geografia, fattori destabilizzanti e interessi nazionali.

 

BIBLIOGRAFIA

Il Mediterraneo orientale: una risorsa fondamentale per l’Europa

Schenk C.J., Assessment of Undiscovered Oil and Gas Resources of the Levant Basin Province, Eastern Mediterranean, U.S. Geological Survey, 12 marzo 2010, p. 2, https://pubs.usgs.gov/fs/2010/3014/pdf/FS10-3014.pdf

Le riserve di gas nell’Eastmed

ANSA, Gas Ue, consumi ancora in crescita: nel 2017 +6%, 28 marzo 2018, http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/focus_energia/2018/03/28/gas-ue-consumi-ancora-in-crescita-nel-2017-6_d7a755a9-a5ea-437b-96f3-318b98a311cd.html

Eurostat, Main suppliers of natural gas and petroleum oils to the EU, dati estratti a ottobre 2018, visto il 17 gennaio 2019, https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php/EU_imports_of_energy_products_-_recent_developments#Overview

de Carbonnel A., EIB approves 1.5 billion euro loan for TAP gas pipeline, Reuters, 6 febbraio 2018, https://uk.reuters.com/article/uk-eu-energy/eib-approves-1-5-billion-euro-loan-for-tap-gas-pipeline-idUKKBN1FQ2DA

European Commission, Trans-Adriatic Pipeline (TAP), including metering and regulating station (M/R) and compressor station (CS) at Nea Messimvria (EL), ultimo aggiornamento dicembre 2018, visto il 17 gennaio 2019,  http://ec.europa.eu/energy/maps/pci_fiches/pci_7_1_3_en_2017.pdf

The Times of Israel, Israel, Cyprus, Greece and Italy agree on $7b. East Med gas pipeline to Europe, 24 novembre 2018, https://www.timesofisrael.com/israel-cyprus-greece-italy-said-to-agree-on-east-med-gas-pipeline-to-europe/

European Commission, EastMed Pipeline, with metering and regulating station at Megalopoli (EL), ultimo aggiornamento dicembre 2018, visto il 17 gennaio 2019,   http://ec.europa.eu/energy/maps/pci_fiches/pci_7_3_1_en_2017.pdf

European Commission, Offshore gas pipeline connecting Greece and Italy [currently known as “Poseidon Pipeline”], ultimo aggiornamento dicembre 2018, visto il 17 gennaio 2019, http://ec.europa.eu/energy/maps/pci_fiches/pci_7_3_3_en_2017.pdf

L’UE e LNG bunkering

European Commission, Poseidon Med II, ultimo aggiornamento gennaio 2019, visto il 17 gennaio 2019, https://ec.europa.eu/inea/en/connecting-europe-facility/cef-transport/2014-eu-tm-0673-s

European Commission, GAINN4MID -GAINN for Mobile Infrastructure Deployment, ultimo aggiornamento gennaio 2019, visto il 17 gennaio 2019, https://ec.europa.eu/inea/en/connecting-europe-facility/cef-transport/2017-eu-tm-0062-w

Cipro al centro

Giliberto J., La Turchia blocca nave italiana Saipem sul giacimento Eni a Cipro, Il Sole 24 Ore, 12 febbraio 2018, https://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2018-02-12/la-turchia-blocca-nave-italiana-saipem-giacimento-eni-cipro-120726.shtml

Il coinvolgimento di Egitto e Israele

Kokkinidis T., Greece, Egypt Aim to ‘Strangulate’ Turkey in East Med, Turkish Daily Claims, Greekreporter.com, 12 ottobre 2018, https://greece.greekreporter.com/2018/10/12/greece-egypt-aim-to-strangulate-turkey-in-east-med-turkish-daily-claims/

Cyprus Mail, Egypt warns Turkey over East Med economic interests, 7 febbraio 2018, https://cyprus-mail.com/2018/02/07/egypt-raps-turkish-comments-eez-delimitation-cyprus/

Video che mostra il Ministro della Difesa Turco Hulusi Akar mentre spiega le rivendicazioni turche e dei turco-ciprioti sulle ZEE di Grecia e Cipro, esibendo al termine della registrazione la cartina contenente le pretese sulla ZEE greca, 24 ottobre 2018, https://www.gettyimages.it/detail/video/turkish-defense-minister-hulusi-akar-speaks-at-the-filmati-di-cronaca/1058727098

Daily Sabah, Turkey slams Israeli, Egyptian ambassadors over support for unilateral Cyprus gas exploration, 30 luglio 2018, https://www.dailysabah.com/diplomacy/2018/07/30/turkey-slams-israeli-egyptian-ambassadors-over-support-for-unilateral-cyprus-gas-exploration

La “diplomazia del gas” russa

Ensor J., Litvinova D., Russia to hold major drills in Mediterranean off Syria as UN warns of ‘perfect storm’, The Thelegraph, 30 agosto 2018, https://www.telegraph.co.uk/news/2018/08/30/russia-hold-major-drills-mediterranean-syria-un-warns-perfect/

Goble P., Moscow Laying Groundwork for Deeper Military Involvement in Libya, The Jamestown Foundation, Eurasia Daily Monitor Volume: 15 Issue: 162, 13 novembre 2018, https://jamestown.org/program/moscow-laying-groundwork-for-deeper-military-involvement-in-libya/

Il futuro prossimo è il gas

Bellomo S., Usa e Ue in pressing su Gazprom e soci: «Cancellare Nord Stream 2», Il Sole 24 Ore, 14 dicembre 2018, https://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2018-12-13/usa-e-ue-pressing-gazprom-e-soci-cancellare-nord-stream-2-205828.shtml

Autore dell’articolo *Francesco GenerosoStudente in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, Napoli, Italia. Come sempre pubblichiamo i nostri lavori per stimolare altre riflessioni, che possano portare ad integrazioni e approfondimenti.

* i contenuti e le valutazioni dell’intervento sono di esclusiva responsabilità dell’autore.