Verso le elezioni europee: una guida

di Francesco Generoso - 23 Aprile 2019

Napoli, Italia

Verso le elezioni europee: una guida

I partiti, i protagonisti e le procedure per le prossime elezioni europee

Alcuni dati

Dal prossimo 23 maggio al 26 maggio ci saranno le elezioni europee (Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, 2019), con i cittadini del Vecchio Continente che saranno chiamati alle urne per eleggere i nuovi rappresentanti politici al Parlamento europeo. In Italia (in cui è facoltativa la scelta di votare o meno alle elezioni europee) si voterà il 26 maggio 2019. Sarà la nona volta che i cittadini dell’Unione si recheranno alle urne per eleggere i rappresentanti del Parlamento europeo. Le prime elezioni a suffragio universale si sono tenute nel 1979.

Dal 1979, anno delle prime elezioni europee a suffragio universale per il Parlamento, la percentuale dei votanti è andata calando: da 61,99% (quando l’UE si componeva di 9 stati membri) al 42,61% nel 2014 (28 Stati membri). Nel 2014 l’affluenza media ha fatto registrare notevoli differenze tra i vari paesi. Ai primi posti il Belgio (89,64%) e il Lussemburgo (85,55%) (dove il voto è obbligatorio). Fanalino di coda la Slovacchia con una percentuale di votanti del 13,05%. Tra i grandi paesi la Germania con il 48,01% e la Francia con il 42,43%. In Italia ha invece votato il 57,22% degli aventi diritto [1].

Le regole

Non vi sono regole precise per tutti gli Stati, ma alcune regole comuni: fin dal 1979 gli eurodeputati sono eletti ogni 5 anni per suffragio universale diretto, ossia scelti direttamente dai cittadini; la rappresentanza è proporzionale; le elezioni si svolgono contemporaneamente in tutti i paesi dell’Unione; per votare occorre avere compiuto i 18 anni, tranne in Austria dove ne bastano 16; un elettore può esprimere un solo voto; il voto è libero e segreto; lo spoglio delle schede non può iniziare prima della chiusura dei seggi in tutti gli Stati membri; la soglia minima d’accesso è libera ma non può eccedere il 5% dei voti validi; vige il divieto del doppio mandato, nazionale ed europeo.

Alcune delle regole che variano da paese in paese sono: i requisiti e l’età minima per candidarsi; la legge elettorale; le modalità di voto per i residenti all’estero.

I deputati

Si vota per eleggere i deputati che andranno a comporre il Parlamento europeo per i prossimi cinque anni e rappresenteranno gli interessi dei cittadini dell’Unione europea. Il 7 febbraio 2018 il Parlamento ha votato a favore di una riduzione del numero dei suoi seggi, che passerebbe da 751 a 705 dopo l’eventuale uscita del Regno Unito dall’UE (Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, 2019).

Il numero dei deputati di uno stato membro è calcolato in base alla sua popolazione; tuttavia si va da un minimo di 6 (Cipro, Estonia, Lussemburgo e Malta) a un massimo di 96 deputati (Germania) per ciascuno Stato. All’Italia spettano 76 deputati, tre in più rispetto alle precedenti elezioni europee del 2014; l’aumento è dovuto dall’uscita del Regno Unito dall’Unione (Bux, 2018).

La procedura del “candidato principale”

I risultati delle elezioni europee influenzeranno anche la nomina del Presidente della Commissione europea: è la procedura del “candidato principale” (Spitzenkandidat). Per la prima volta nel 2014 i partiti politici europei hanno nominato i propri candidati alla presidenza della Commissione europea, al fine di rafforzare la legittimità politica sia del Parlamento che della Commissione. Il Parlamento ha avvertito di essere pronto a respingere qualsiasi candidato, nella procedura d’investitura del Presidente della Commissione, che non sia stato nominato da un partito politico europeo in vista delle elezioni europee del 2019 (Almqvist, 2018).

Il sistema elettorale in italia

Il sistema elettorale impiegato in Italia per le elezioni europee, di tipo proporzionale, è regolato dalla legge elettorale italiana per il Parlamento europeo del 1979 (Gazzetta Ufficiale, 1979).  E’ stata modificata nel 2009 (Gazzetta Ufficiale, 2009) con l’introduzione della soglia di sbarramento e nel 2014 (Gazzetta Ufficiale, 2014) riguardo i voti di preferenza.

L’intero paese costituisce un collegio unico diviso in cinque circoscrizioni plurinominali, a ognuna delle quali è assegnato un numero variabile di seggi, teoricamente proporzionale alla popolazione risultante dell’ultimo censimento.

I seggi sono inizialmente divisi tra le liste del collegio unico nazionale, sulla base della somma dei voti raccolti nelle circoscrizioni. Accedono al riparto le sole liste che abbiano ottenuto almeno il 4% dei voti validi. Diversamente a tale soglia, le liste delle minoranze linguistiche possono collegarsi a un’altra lista orizzonte nazionale. In questo modo, la lista della minoranza linguistica aggiunge i propri voti a quelli della lista nazionale e ottiene un seggio qualora un suo candidato ottenga almeno 50.000 voti.

La ripartizione dei seggi fra le liste avviene con il metodo Hare-Niemeyer dei quozienti naturali e dei più alti resti. Determinato il numero di seggi a ogni lista, gli stessi vengono suddivisi fra le singole circoscrizioni con lo stesso principio proporzionale.

La legge prevede la possibilità di esprimere il voto di preferenza: ogni elettore può infatti segnalare fino a tre candidati della lista circoscrizionale votata. E’ necessario rispettare il principio di rappresentanza di genere, con la terza preferenza annullata nel caso in cui l’elettore indichi tre candidati dello stesso sesso.

Il Parlamento europeo

Il Parlamento europeo è una delle principali istituzioni all’interno dell’Unione europea ed è l’unica a essere eletta direttamente dai cittadini europei tramite le elezioni europee. Esso esercita la funzione legislativa assieme al Consiglio dell’Unione europea e, in alcuni casi stabiliti dai Trattati, ha potere di iniziativa legislativa, tipicamente esclusiva della Commissione europea.

Dopo il Trattato di Lisbona del 2007, il Parlamento europeo è composto da 750 deputati più il Presidente, rendendolo la più grande assemblea parlamentare al mondo tra quelle elette tramite elezioni democratiche; inoltre, il Parlamento europeo è l’assemblea che rappresenta il più grande elettorato democratico transnazionale al mondo, circa 400 milioni di persone. Dalle elezioni di quest’anno, il numero dei deputati calerà a 705.

Poteri e funzioni

L’assemblea europea legifera su materie che toccano la nostra vita di tutti i giorni, come agricoltura, protezione dei consumatori e sicurezza alimentare, trasporti, ambiente etc…

Esercita inoltre il potere legislativo e il potere di bilancio – condivisi con il Consiglio dell’Unione europea – e il potere di controllo democratico. Le principali funzioni del Parlamento europeo sono:

– l’esercizio del controllo politico sull’operato della Commissione tramite interrogazioni scritte e orali e lo strumento della mozione di sfiducia;

– l’esame delle proposte legislative della Commissione, assieme al Consiglio dei Ministri dell’Unione europea, nell’ambito della procedura legislativa ordinaria (detta anche di “codecisione”);

– l’approvazione del bilancio annuale dell’Unione, insieme al Consiglio dell’Unione europea;

– l’istituzione di commissioni d’inchiesta.

Il Parlamento quindi detiene un potere di controllo esecutivo sulla Commissione: è infatti il Parlamento ad approvare o respingere la proposta del Consiglio europeo per la carica di Presidente della Commissione e, conseguentemente, dei membri che comporranno la Commissione stessa. Il Parlamento ha anche il potere di approvare, alla maggioranza dei due terzi, una mozione di censura nei confronti della Commissione che ne comporta le dimissioni dell’intera istituzione.

Gli atti

L’atto più forte è il regolamento, una norma che è direttamente applicabile nella sua interezza e vincolante per tutti gli Stati membri. Poi ci sono le direttive che impongono agli Stati membri il raggiungimento di determinati obiettivi che devono perseguire attraverso le proprie leggi. Una decisione è uno strumento indirizzato ad un particolare gruppo di persone ed è direttamente applicabile. Le istituzioni possono inoltre emettere consigli e raccomandazioni che sono semplicemente dichiarazioni non vincolanti.

Dall’entrata in vigore del Trattato di Lisbona nel 2007, la procedura cosiddetta di “codecisione” (introdotta dal Trattato di Maastricht nel 1992 e successivamente potenziata con i Trattati di Amsterdam del 1997 e Nizza del 2001) è divenuta procedura legislativa ordinaria che prevede un piano di parità tra il Parlamento e il Consiglio. Il Parlamento quindi può intervenire attivamente nel processo legislativo comunitario, non limitandosi a fornire pareri (come accadeva invece in passato), ma potendo modificare il testo sottoposto all’esame degli organi legislativi dalla Commissione.

In generale, la Commissione europea ha il monopolio dell’iniziativa legislativa; tuttavia, il meccanismo della relazione di iniziativa permette al Parlamento di chiedere alla Commissione di presentare adeguate proposte sulle questioni per le quali reputa necessaria l’elaborazione di un atto dell’Unione ai fini dell’attuazione dei trattati.

Organi e funzionamento

Il Presidente del Parlamento europeo (dal 2017 è Antonio Tajani, PPE, succeduto a Martin Schulz, PSE), è eletto per un mandato rinnovabile di due anni e mezzo tra i deputati del Parlamento. Il Presidente rappresenta l’istituzione all’esterno e nelle sue relazioni con le altre istituzioni dell’UE. Sovrintende alle discussioni in plenaria e garantisce il rispetto del regolamento del Parlamento

La plenaria è il Parlamento europeo in senso stretto e le sedute plenarie sono presiedute dal Presidente. Il Parlamento si riunisce a Strasburgo ogni mese (tranne che in agosto) per una «tornata» che dura quattro giorni da lunedì a giovedì. Le tornate aggiuntive si tengono a Bruxelles.

Gli organi politici del Parlamento comprendono: l’Ufficio di presidenza (il Presidente e 14 Vicepresidenti); la Conferenza dei presidenti (il Presidente e i presidenti dei gruppi politici); i cinque Questori (responsabili delle attività amministrative e finanziarie dei deputati); la Conferenza dei presidenti di commissione e la Conferenza dei presidenti di delegazione.

I membri siedono in 20 commissioni, 2 sottocommissioni e 39 delegazioni. Le commissioni riflettono i temi trattati dal Parlamento (energia, commercio internazionale, trasporti etc.). Il Parlamento può inoltre istituire commissioni speciali e commissioni di inchiesta che si esauriscono una volta raggiunto l’obiettivo prefissato alla creazione.

Il Segretariato del Parlamento europeo è diretto dal Segretario generale, che è nominato dall’Ufficio di presidenza: esso attualmente comprende 12 Direzioni generali e il Servizio giuridico. Ha il compito di coordinare l’attività legislativa e di organizzare le sessioni plenarie e le riunioni. Fornisce inoltre assistenza tecnica, giuridica e da parte di esperti agli organi parlamentari e ai membri del Parlamento e li assiste nell’esercizio del loro mandato.

I gruppi parlamentari

I gruppi parlamentari europei attualmente esistenti sono: il Partito popolare europeo (PPE); il Partito socialista europeo (PSE); l’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa (ALDE); il Partito verde europeo (PVE); l’Alleanza dei conservatori e riformisti in Europa (ACRE); l’Alleanza libera europea (ALE); il Partito della sinistra europea (EL); Europei uniti per la democrazia (EUD); il Partito democratico europeo (PDE); l’Alleanza europea per la libertà (EAF); l’Alleanza dei movimenti nazionali europei (AEMN); il Movimento politico cristiano europeo (ECPM) e l’Alleanza per la democrazia diretta in Europa (ADDE).

Tra le principali fondazioni politiche europee figurano: il Centro Wilfried Martens per gli studi europei; la Fondazione europea di studi progressisti; il Forum liberale europeo; la Fondazione verde europea; l’Istituto dei democratici europei; Trasformare l’Europa e Una nuova direzione — Fondazione per la riforma europea (Bux, 2018).

L’attuale legislatura, nata dopo le elezioni europee del 2014, ha visto nella maggioranza una coalizione tra il PPE, formazione di centro-destra di cui fa parte Forza Italia, S&D (gruppo che riunisce alcuni soggetti non affiliati a partiti europei, come il Partito Democratico fino al 2014, e il PSE) di centro-sinistra e ALDE, formazione centrista e liberale. All’opposizione troviamo ECR, gruppo conservatore euroscettico, G – EFA, i verdi, EUL/NG, socialdemocratici euroscettici, EFDD, formazione populista e promotrice della democrazia diretta, e infine ENF, populisti di destra ed euroscettici.

Il parlamento europeo nel 2018

L’ultimo anno della VIII legislatura ha visto il Parlamento affrontare numerose tematiche di rilevanza internazionale come la Brexit e la crisi migratoria.

Gli eurodeputati hanno sostenuto una linea dura da parte dell’Unione europea riguardo la Brexit. Il Parlamento ha infatti più volte sottolineato la necessità di trovare un accordo su numerosi temi come i diritti dei cittadini europei in Regno Unito, gli obblighi finanziari e il confine con l’Irlanda, tutto questo prima che parta il periodo di transizione che porterà alla definitiva uscita di Londra dall’Unione europea (Guillot, 2018).

Altro tema dibattuto è stato il fenomeno migratorio: il Parlamento ha insistito per velocizzare la procedura di valutazione delle richieste di asilo, tuttavia le prerogative nazionali hanno frenato qualsiasi progresso significativo in tal senso (Parlamento europeo, 2018).

La legge sul copyright

Il 2018 è stato un anno importante per il Parlamento europeo dal punto di vista della digitalizzazione e della sfera digitale. Tanto rumore ha provocato la direttiva per il diritto d’autore, bocciata inizialmente a luglio, poi approvata emendata a settembre e, dopo vari passaggi, in attesa del voto finale, che si avrà nella sessione plenaria 25-28 marzo 2019 (Yakimova, 2019) [n.d.r. la direttiva è stata infine approvata]. Il confronto si è concentrato soprattutto su due articoli, l’11 e il 13, che secondo i detrattori avranno conseguenze pericolose per la libera diffusione delle informazioni online (BBC, 2018). La direttiva 11 dice che ogni Stato membro deve assicurarsi che gli editori ricevano compensi “consoni ed equi” per l’uso dei loro materiali da parte dei “fornitori di servizi nella società dell’informazione”, cioè le aziende di Internet.

L’altro articolo molto discusso della direttiva europea sul copyright è il 13, quello che continua a suscitare le maggiori preoccupazioni per la libera circolazione dei contenuti. Prevede che le piattaforme online esercitino una sorta di controllo su ciò che viene caricato dai loro utenti, in modo da escludere la pubblicazione di contenuti protetti dal diritto d’autore e sul quale gli utenti non detengono diritti. L’idea è che ogni fornitore di servizi online si metta d’accordo con le case editrici, cinematografiche e discografiche per dotarsi di una licenza che gli permetta di ospitare contenuti coperti da copyright (Il Post, 2018).

Il caso Cambridge Analytica

Altro caso mediatico è stato quello riguardante la piattaforma di Facebook e la società Cambridge Analytica, quest’ultima accusata di aver sottratto a Facebook, senza il consenso degli utenti, i dati di migliaia di persone (Menietti, 2018). Il proprietario di Facebook Mark Zuckerberg è stato ascoltato al Parlamento europeo dopo che il Presidente Antonio Tajani (PPE) ha espresso dubbi sulla protezione dei dati e le politiche dell’azienda (Guillot, 2018). Il caso è scoppiato poco prima dell’entrata in vigore del nuovo Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento e alla libera circolazione dei dati personali. Il Regolamento ha rivoluzionato la legislazione in materia di protezione dei dati personali e della privacy, sia dal punto di vista europeo che nazionale per i paesi membri (Garante per la protezione dei dati personali, 2018).

Prospettive di voto

Secondo i dati riportati dall’aggregatore di sondaggi PollofPolls.eu [2] aggiornati al 19 marzo 2019, gli europeisti restano saldamente una maggioranza. Il Partito Popolare Europeo, che ha in pancia anche i voti di Forza Italia, raggiungerebbe ad oggi quota 178 seggi e potrebbe restare il primo gruppo del Parlamento europeo. Il Partito Socialista Europeo a cui è affiliato il Partito Democratico non dovrebbero superare i 131 seggi. In terza posizione con 99 seggi i liberali di ALDE, ancora in corsa nei sondaggi nonostante il caso sui finanziamenti che ha bloccato l’adesione del movimento politico del presidente francese Macron, En Marche! (France 24, 2019).

Il gruppo Europa delle Nazioni e Libertà (ENF), in cui la Lega siede a Bruxelles insieme ai deputati del Front National di Lepen, dovrebbe conquistare 64 seggi, ben 15 in più del gruppo di sinistra GUE/NGL (49), 5 in più dei riformisti dell’ECR (59) e 21 in più dei 43 che sarebbero appannaggio dei Verdi. Al Movimento 5 Stelle, che al momento in Europa corre nell’EFDD – seppur stia tentando di creare una nuova lista con alcuni partiti anti-sistema come i polacchi Kukiz15, i finlandesi Liike Nyt e i croati di Zivi Zid (Giacobini, 2019) -, resterebbero solo 34 seggi.

Gli spitzenkandidaten

Il primo candidato “ufficiale” alla Presidenza della Commissione è stato Manfred Weber del PPE, che nel congresso del partito ha battuto l’ex premier finlandese Max Stubb. Quasi sicuramente, il candidato per il Partito Socialista europeo sarà Frans Timmermans, con l’olandese, attuale Primo Vice Presidente della Commissione Juncker, rimasto l’unico candidato probabile. ALDE non presenterà un candidato ufficiale, ma una serie di possibili candidati che gestiranno la campagna elettorale in giro per l’Europa. Tra questi troviamo il leader di ALDE Guy Verhofstadt, la Commissaria europea Margrethe Vestager e il Primo Ministro del Lussemburgo Xavier Bettel.

Per la lista ENF non è stato ancora scelto un candidato, tuttavia l’attuale Vicepremier e Ministro dell’Interno italiano Matteo Salvini ha espresso il suo interesse per la candidatura, senza tuttavia annunciarla ufficialmente. I Verdi hanno invece nominato due candidati, Ska Keller e Bas Eickhout. L’eurodeputato ceco Jan Zahradil è stato scelto come candidato per i riformisti dell’ECR. Il gruppo di sinistra GUE/NGL ha nominato due candidati, la slovena Violeta Tomic e il sindacalista belga Nico Cué. Menzione d’onore per l’ex Ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis, leader di DiEM25 e candidato per la lista European Spring, e per i tre candidati del movimento “Volt Europa”, tra cui l’italiano Andrea Venzon (Europeelects, 2019).

Spunti di riflessione

Le prossime elezioni europee saranno uno spartiacque significativo per il futuro dell’Unione: l’avanzata dei populisti non sarà tale da minare il dominio di PPE e S&D, che troveranno sponde tra i verdi e i liberali per formare una maggioranza, tuttavia la maggiore influenza di queste formazioni all’interno del Parlamento avranno un impatto mai visto prima d’ora. La tanto discussa riforma dell’Unione europea potrebbe quindi non avvenire, quanto piuttosto si potrebbe assistere a una leggera contrazione dell’influenza delle istituzioni europee a favore di una maggiore preponderanza degli Stati membri.

Un significativo banco di prova sarà la nomina della nuova Commissione europea, con la Commissione Juncker che terminerà il proprio mandato il 31 ottobre 2019. La formula del “candidato principale” (Spitzenkandidat) è stata molto criticata, soprattutto da alcuni Capi di Stato e di governo come Macron (De La Baume, 2018). Il Parlamento dovrà dimostrare quindi  di riuscire a mantenere una linea rigida sulla procedura del “candidato principale” o cedere alle richieste dei Capi di Stato e di governo (e quindi al Consiglio europeo). Piegandosi, rinvigorirebbe la critica secondo cui il Parlamento non ha abbastanza poteri all’interno dell’Unione. I detrattori hanno affermato più volte che le decisioni di elevata importanza continuano a essere prese dagli Stati membri, sottolineando nuovamente il “deficit democratico” all’interno dell’Unione europea.

 

BIBLIOGRAFIA

Alcuni dati

Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea, Decisione (UE, Euratom) 2018/767 del Consiglio del 22 maggio 2018 relativa alla fissazione del periodo in cui si terranno le none elezioni dei rappresentanti nel Parlamento europeo a suffragio universale diretto, 25 maggio 2018, https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32018D0767&from=IT

[1] Informazioni sulle precedenti elezioni europee sul sito del Parlamento europeo, viste il 21 marzo 2019:http://www.europarl.europa.eu/about-parliament/it/in-the-past/previous-elections

I deputati

Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea, Decisione (UE) 2018/937 del Consiglio europeo del 28 giugno 2018 che stabilisce la composizione del Parlamento europeo, 2 luglio 2018, https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32018D0937&from=EN

BUX U., Il Parlamento europeo: modalità di elezione, Note sintetiche sull’Unione europea – 2019, ottobre 2018, http://www.europarl.europa.eu/ftu/pdf/it/FTU_1.3.4.pdf

La procedura del “candidato principale”

ALMQVIST V., Spitzenkandidaten” process cannot be overturned, say MEPs, Parlamento europeo, 7 febbraio 2018, http://www.europarl.europa.eu/news/en/press-room/20180202IPR97026/spitzenkandidaten-process-cannot-be-overturned-say-meps

Il sistema elettorale in Italia

Gazzetta Ufficiale, Legge 24 gennaio 1979, n. 18, Elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia (GU n.29 del 30-1-1979), 30 gennaio 1979, visto il 21 marzo 2019, https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1979-01-24;18

Gazzetta Ufficiale, Legge 20 febbraio 2009, n. 10, Modifiche alla legge 24 gennaio 1979, n. 18, concernente l’elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia (GU Serie Generale n.44 del 23-02-2009), 23 febbraio 2009, visto il 21 marzo 2019, https://www.gazzettaufficiale.it/gunewsletter/dettaglio.jsp?service=1&datagu=2009-02-23&task=dettaglio&numgu=44&redaz=009G0018&tmstp=1235551238599

Gazzetta Ufficiale, Legge 22 aprile 2014, n. 65  Modifiche alla legge 24 gennaio 1979, n. 18, recante norme per l’elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia, in materia di garanzie per la rappresentanza di genere, e relative disposizioni transitorie inerenti alle elezioni da svolgere nell’anno 2014. (14G00077) (GU Serie Generale n.95 del 24-04-2014), 24 aprile 2014, https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2014/04/24/14G00077/sg

I gruppi parlamentari

BUX U., Il Parlamento europeo:organizzazione e funzionamento, Note sintetiche sull’Unione europea – 2019, ottobre 2018, http://www.europarl.europa.eu/ftu/pdf/it/FTU_1.3.3.pdf

Il Parlamento europeo nel 2018

GUILLOT J. D., COLARD D., Brexit: Parliament to set out its vision for future EU-UK relations, Parlamento europeo, 7 marzo 2018, http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180307IPR99231/brexit-parliament-to-set-out-its-vision-for-future-eu-uk-relations

Parlamento europeo, Richieste di asilo: gli eurodeputati sostengono un sistema centralizzato a livello UE, 26 aprile 2018, http://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/society/20180404STO00911/richieste-di-asilo-gli-eurodeputati-sostengono-un-sistema-ue-centralizzato

La legge sul copyright

YAKIMOVA Y., Copyright: MEPs back provisional agreement, Parlamento europeo, 26 febbraio 2019, http://www.europarl.europa.eu/news/en/press-room/20190226IPR28811/copyright-meps-back-provisional-agreement

BBC, Protests greet Brussels copyright reform plan, 15 giugno 2018, https://www.bbc.com/news/technology-44482381

Il Post, Cos’hanno che non va le regole su Internet proposte dall’Unione Europea, 23 giugno 2018, https://www.ilpost.it/2018/06/23/unione-europea-regolamento-copyright/

Il caso Cambridge Analytica

MENIETTI E., Il caso Cambridge Analytica, spiegato bene, Il Post, 19 marzo 2018, https://www.ilpost.it/2018/03/19/facebook-cambridge-analytica/

GUILLOT J. D., CORAZZA C., Follow-up answers from Facebook after the meeting between EP leaders and Zuckerberg, Parlamento europeo, 24 maggio 2018, http://www.europarl.europa.eu/news/en/press-room/20180524IPR04204/follow-up-answers-from-facebook-after-zuckerberg-s-meeting-with-leading-meps

Garante per la protezione dei dati personali, Regolamento UE 2016/679 – Arricchito con riferimenti ai Considerando Aggiornato alle rettifiche pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea 127 del 23 maggio 2018, https://www.garanteprivacy.it/documents/10160/0/Regolamento+UE+2016+679.+Arricchito+con+riferimenti+ai+Considerando+Aggiornato+alle+rettifiche+pubblicate+sulla+Gazzetta+Ufficiale++dell%27Unione+europea+127+del+23+maggio+2018.pdf/1bd9bde0-d074-4ca8-b37d-82a3478fd5d3?version=1.9

Prospettive di voto

[2] Aggiornamenti costanti sulle proiezioni di voto per le elezioni europee 2019: https://pollofpolls.eu/EU

France 24, European centrists hit by corporate funding controversy, 13 marzo 2019, https://www.france24.com/en/20190313-european-centrists-hit-corporate-funding-controversy

GIACOBINI G., Chi sono gli alleati del Movimento 5 stelle alle elezioni europee?, Wired, 13 febbraio 2019, https://www.wired.it/attualita/politica/2019/02/15/elezioni-europee-chi-sono-alleati-movimento-5-stelle/

Gli spitzenkandidaten

Europeelects, 2019 Spitzenkandidaten, visto il 21 marzo 2019, https://europeelects.eu/2019spitzenkandidaten/

Spunti di riflessione

DE LA BAUME M., Macron’s party rejects Spitzenkandidat process, Politico, 9 maggio 2018, https://www.politico.eu/article/macrons-party-rejects-spitzenkandidat-process/

Autore dell’articolo *Francesco GenerosoStudente in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, Napoli, Italia. Come sempre pubblichiamo i nostri lavori per stimolare altre riflessioni, che possano portare ad integrazioni e approfondimenti.

* i contenuti e le valutazioni dell’intervento sono di esclusiva responsabilità dell’autore.

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