La nuova era della Pubblica Amministrazione

di Young Think Tanker - 1 Aprile 2021

 from Bruxelles, Belgium

Un’amministrazione efficiente, efficace e trasparente è la conditio sine qua non per una corretta governance democratica. L’inefficienza della pubblica amministrazione, infatti contraddice l’essenza stessa della democrazia. Senza una corretta architettura non si potranno fornire servizi di qualità per le imprese ed i cittadini, ed implementare un welfare moderno. In Italia la burocrazia è sinonimo di inefficienza, staticità ed inadeguatezza. Come confermato dall’European Quality Government Index che pone l’Italia in fondo alla classifica, aggiudicandole il triste primato dell’amministrazione meno virtuosa d’Europa. Insomma, il nostro paese si presenta come burocraticamente inefficiente, caratterizzato da ritardi e da scarsa trasparenza. Almeno fino ad ora. Con il nuovo Presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi e soprattutto tramite i fondi del NextGenerationEU, la via del cambiamento sembra meno tortuosa.  

“Per la nostra gente il volto della Repubblica è quello che si presenta nella vita di tutti i giorni: l’ospedale, il municipio, la scuola, il tribunale”. Ha detto alle Camere il Presidente della Repubblica Mattarella. Se dalle rovine del dopoguerra si era scelto di ripartire attraverso l’industria, oggi si scelgono le istituzioni e le amministrazioni pubbliche. Un rivoluzionario cambio di paradigma, che trasformerebbe la PA da freno ad acceleratore per la ripresa. L’azione del nuovo governo, capitanata dal Ministro per la Pubblica Amministrazione Brunetta, pone sul tavolo quattro linee programmatiche per la realizzazione di un nuovo “alfabeto”. Per una PA semplificata e rinnovata occorre focalizzarsi su: accesso, buona amministrazione, capitale umano e digitalizzazione. 

FONTE: PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, LE LINEE PROGRAMMATICHE, IL NOSTRO CONTRIBUTO IN VISTA DEL PNRR, Audizione in Commissioni riunite (I e XI Camera, 1° e 11° Senato), 9 Marzo 2021

Accesso 

Partendo dall’analisi dell’attuale situazione italiana, il quadro presenta numerose carenze. Innanzitutto, solamente 2,9% dei dipendenti pubblici ha meno di 30 anni e l’età media supera la soglia dei 50. Inoltre, nel 2021 ci saranno per la prima volta più pensionati ex dipendenti pubblici che dipendenti pubblici attivi. Per di più, le procedure dei concorsi sono ancora troppo lente, con una media di più di quattro anni per l’effettiva assunzione dei vincitori del concorso. Come se non bastasse a causa della pandemia sono stati messi a concorso solamente meno di 22 mila posizioni lavorative. Alla luce di questo scenario non propriamente roseo, il piano del governo prevede di: 

 

  1. Riformare i percorsi di accesso tramite l’abbandono del modello dei concorsi centralizzati, istituendo percorsi di selezioni focalizzati sulle vere esigenze delle amministrazioni. L’obiettivo è di rendere il meccanismo di recruitment il più trasparente possibile, avvalendosi delle infrastrutture tecnologiche per la gestione. Per una burocrazia realmente all’avanguardia, il governo riconosce la necessità di favorire il ricambio generazionale. Con questo fine si sta lavorando ad una “Banca dati dei fabbisogni e delle competenze del personale”, rivolta all’inserimento di giovani con nuove competenze.
  2. Introdurre percorsi ad hoc destinati alla selezione dei migliori profili, provenienti anche dal settore privato. È fondamentale rilanciare la PA su un piano di competitività con il settore privato, cercando di attrarre soprattutto i giovani.  
  3. Prevedere meccanismi specifici di selezione delle migliori professionalità tecniche. La mancanza di una burocrazia qualificata è una delle peggiori mancanze della governance italiana. Il riconoscimento di questa mancanza, come problema da risolvere, è una delle maggiori opportunità da cogliere. 

 

Buona amministrazione

Per “Buona amministrazione” si intende un uso efficiente, pronto ed appropriato dell’azione amministrativa in difesa del pubblico interesse. In Italia è un principio costituzionale regolato dall’articolo 97 ed in quanto tale è prevista la corretta implementazione. Numerose sono state le riforme varate, ma non spesso hanno portato i risultati desiderati. Così si è alimentata l’idea di un’amministrazione statica e chiusa, praticamente irriformabile. Tuttavia, è proprio partendo da un’analisi di cosa non ha funzionato che si deve ripartire.

Una delle maggiori problematiche delle riforme passate consiste nella non-attuazione dei principi di semplificazione come per esempio il silenzio-assenso. Questa volta però le linee guida della Commissione sono chiare. Per una corretta implementazione delle riforme previste dal PNRR, è necessario agire in un’ottica di semplificazione, in collaborazione con tutto il tessuto istituzionale compresi gli stakeholders. Con questo fine il governo sta già lavorando ad un primo provvedimento che sia in linea con gli obiettivi del NextGenerationEU e che sia in grado di sviluppare appieno le potenzialità dell’Agenda per la semplificazione 2020-2023. La quale mira all’eliminazione sistematica dei vincoli burocratici per la ripresa e alla riduzione di tempi e costi delle procedure amministrative.

Capitale Umano

La riscoperta della centralità del capitale umano come risorsa indispensabile per il successo delle politiche pubbliche diventa il perno della nuova riforma Brunetta. Si riafferma così uno dei temi più discussi, considerato causa della fallimentare burocrazia italiana, cioè la formazione e le competenze del personale. È solo cambiando i processi di selezione e investendo sul capitale umano, che si può rendere la nostra amministrazione competitiva. Sono quattro le linee strategiche sulle quale il governo intende operare: 

  1. Formazione: l’obiettivo è un deciso upgrade della qualificazione del personale, che non investa solo le competenze tecnico-specialistiche, ma anche quelle organizzative-gestionali e relazionali. La nuova riforma tiene in considerazione i profondi cambiamenti del mondo del lavoro, che richiedono un personale qualificato all’altezza delle nuove sfide della globalizzazione. A tal fine il governo intende rafforzare la Scuola Nazionale dell’Amministrazione tramite svariate partnership con le migliori università italiane e non.
  2. Valorizzazione: per un capitale umano realmente capace e qualificato è necessario modificare i percorsi di carriera. Bisogna passare dalla medievale nozione di carriera per anzianità, alla moderna nozione della valutazione della performance, necessaria per rendere la PA più efficiente e competitiva. I principi del New Public Management non possono più essere ignorati dall’apparato pubblico. È necessario istituire un meccanismo di valutazione della performance e delle skills dei dipendenti, che possa diventare una leva premiale per l’impegno ed il lavoro svolto. 
  3. Organizzazione del lavoro: viene riconosciuta l’importanza del lavoro da remoto quale fattore di accelerazione e semplificazione. Inoltre, la nuova gestione del lavoro deve essere basata su team multidisciplinari, capaci di favorire lo scambio di competenze diverse. 
  4. Responsabilità: Si intende scongiurare l’ipertrofia normativa e la corruzione, favorendo il passaggio dal fare all’agire. I dirigenti devono caricarsi della responsabilità di esercitare il proprio ruolo, prendendo decisioni ed evitando la fuga dalle firme. 

Digitalizzazione 

La digitalizzazione si pone come core point non solo per la riforma della Pubblica Amministrazione, ma dell’intero Recovery Plan for Europe. Le linee guida identificate dalle Commissione sono proprio il digitale e la lotta ai cambiamenti climatici. La digitalizzazione deve essere intesa, quindi, come motore dell’intera riforma e dell’innovazione del settore pubblico in generale. L’intera PA va ripensata in chiave digitale, dal singolo processo amministrativo all’intera infrastruttura. Un’ amministrazione aperta, trasparente, che garantisca l’accesso ai servizi per tutti i cittadini è la chiave di volta per una governance democratica. 

Una PA nuova, riformata e rigenerata che se messa realmente in atto ed integrata con altre riforme, può cambiare l’intero paradigma. Il NextGenerationEU non è solamente un programma di ripartenza, ma l’occasione giusta per osare e pensare un’Italia fino a poco tempo fa impensabile. Una completa rottura con gli arcaismi del passato e un training di modernizzazione, per un paese forte e resiliente. Una nuova Italia che se capace di sfruttare realmente queste opportunità, non saprà più riconoscersi allo specchio. 

 

Bibliografia 

 

Camera dei deputati, Documentazione Parlamentare, La riforma delle amministrazioni pubbliche, 2021

https://temi.camera.it/leg18/temi/tl18_attuazione_riforma_pa.html

Camera dei deputati, Servizio Studi XVIII, La riforma delle amministrazioni pubbliche, 9 Marzo 2021, https://www.camera.it/temiap/documentazione/temi/pdf/1104971.pdf?_1551021821130

 

Europea, L’inefficienza della pubblica amministrazione italiana al confronto con l’Europa, 2018

http://www.europeainfo.eu/linefficienza-della-pubblica-amministrazione-italiana-al-confronto-con-leuropa/

 

Autore dell’articolo*: Costanza Maria Piciollostudentessa del  Master of Public Policies alla LUISS Guido Carli. Studentessa di Master Relations Internationales Finalité Monde alla Université Libre de Bruxelles. Dottoressa in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso la Sapienza. 

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Nota della redazione del Think Tank Trinità dei Monti

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