Vincenzo Scotti
Onorevole, Professore, ex Ministro in diversi governi della Repubblica Italiana
Vincenzo Scotti è nato a Napoli, 16 settembre 1933 è un politico, ex sindacalista ed ex imprenditore italiano. A lungo nei vertici della Democrazia Cristiana e Ministro in diversi governi tra il 1978 e il 1992. Dopo un periodo d’inattività politica, fu sottosegretario agli affari esteri del governo Berlusconi IV.
Laurea magna cum laudein Giurisprudenza nel 1955 all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, è stato fondatore e presidente per vent’anni dell’Università degli Studi Link Campus University.
Carriera politica
Alle elezioni politiche del 1968 viene eletto deputato tra le file della Democrazia Cristiana, entrando a far parte della Commissione Finanze. Ripetutamente rieletto nel Collegio di Napoli-Caserta, nel 1976 viene nominato Sottosegretario di Stato al Bilancio.
Dal 1978 al 1992 ricopre la carica di ministro in diversi dicasteri: Ministro per i beni culturali e ambientali nel 1981-82 nei Governi Spadolini I e Spadolini II; Ministro dell’interno nel 1990-1992 nei Governi Andreotti VI e Andreotti VII; Ministro degli Affari Esteri dal giugno al luglio 1992 nel Governo Amato I. Nel 1983 ha siglato l’“Accordo Scotti”, il primo accordo fra sindacati, Governo e Confindustria.
Nell’aprile 1984 viene eletto sindaco di Napoli, carica che mantiene fino ad agosto dello stesso anno. Nel 1989 è capogruppo DC alla Camera. Nel 1991, da Ministro dell’interno, con il decreto-legge n. 345/91, istituisce la Direzione Investigativa Antimafia. Nel periodo del suo dicastero – 1990-1992 – sono state promulgate le leggi importanti che hanno permesso alle forze dell’ordine e ai magistrati di agire contro l’organizzazione mafiosa.
Durante il suo mandato di Ministro dell’Interno, avvenne la Strage di Capaci, dove morirono il giudice Giovanni Falcone e la sua scorta.
Subito dopo la strage di Capaci in cui perse la vita Giovanni Falcone, all’articolo 41 dell’Ordinamento penitenziario si aggiunse un secondo comma (art. 41 bis) disposto con il decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306 (cosiddetto Decreto antimafia Martelli-Scotti), convertito nella legge 7 agosto 1992, n. 356.
Solo 57 giorni dopo quella di Capaci, la mafia eseguì un’altra Strage a Palermo, in via D’Amelio, dove vennero uccisi il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta.
In risposta alla strage, che avvenne a soli 57 giorni di distanza da quella di Capaci, la notte del 19 luglio l’allora Ministro della giustizia Claudio Martelli firmò d’urgenza l’applicazione del regime di carcere duro da poco emanato insieme a Scotti (art. 41 bis dell’ordinamento penitenziario) nei confronti di circa trecento detenuti per reati di mafia, ‘ndrangheta e camorra, di cui dispose anche il trasferimento in blocco nei penitenziari dell’Asinara e di Pianosa per limitarne al minimo i contatti con l’esterno.
Vincenzo Scotti, nella sua lunghissima carriera ha presentato oltre 270 progetti di Legge ed è autore di diverse pubblicazioni, tra le quali:
2025/11/06
La potenza delle minacce ibride nella zona grigia delle democrazie